Jun. 5, 2026
Quest’anno, 2026, il Prato Linux User Group ha compiuto un’intera rotazione attorno al sole come associazione* dopo anni di assenza sul territorio. L’evento non poteva che essere celebrato con gli amici vecchi e nuovi che ci hanno aiutato a crescere.
Abbiamo dunque organizzato una cena sociale per il compleanno del PLUG inviando un invito a tutti i LUG della Toscana, al quale hanno risposto GOLEM, FLUG, LuccaLug, Pisa LUG ed ELSAGLUG.
La serata piacevole è così passata tra un triangolo di pizza e una chiacchierata con gli ospiti dall’altra parte del tavolo da 30 posti, per non perdersi l’opportunità di scambiarsi idee con un po’ tutti.
Tra le tante idee, una ha spiccato più di tutti: organizzare un nuovo Linux Day in collaborazione con i LUG toscani!
Da quella sera ci siamo subito attivati per gestire al meglio l’organizzazione di questo tanto atteso evento per gli amanti del Software Libero e Open Source.
Riusciranno i nostri eroi a replicare l’evento che lo scorso ottobre ha attirato tanti appassionati e curiosi?
Stay tuned!
*il PLUG è attualmente una sezione locale di ILS (Italian Linux Society), l’associazione italiana per la promozione e la divulgazione di Linux e del Software Libero e Open Source.

May. 12, 2026
Perché nel settore ICT le donne sono ancora così poche?
Il 28 Aprile si è tenuto un incontro organizzato dal PLUG (Prato Linux User Group), con la partecipazione del GOLEM (Gruppo Operativo Linux Empoli) e il FLUG (Firenze Linux User Group).
A guidare la serata sono state Chiara Pasquali - business coach e formatrice su parità di genere - e Alice Nencini - marketing consultant con focus su sostenibilità - , che hanno condotto un workshop partecipato e stimolante incentrato sulla parità di genere nel mondo dell’Information and Communication Technology (ICT).
TL;DR
Il workshop ha toccato concetti cruciali per comprendere le dinamiche di esclusione e privilegio nel nostro settore come:
- Il divario di genere nell’ICT: L’analisi e la contestualizzazione del dato secondo cui solo 1 persona su 5 nel settore tecnologico è donna.
- Radici sociali ed educative: L’impatto di percorsi formativi orientati troppo precocemente e degli stereotipi interiorizzati fin dall’infanzia.
- Sviluppo professionale: La disparità nel riconoscimento delle competenze e le carriere che avanzano a velocità differenti a parità di meriti.
- Il privilegio invisibile: Come il privilegio di chi è già inserito nel sistema tecnologico diventi spesso del tutto invisibile a chi lo vive in prima persona.
- Dinamiche di segregazione: Un approfondimento sulla segregazione orizzontale (la spinta verso ruoli o settori considerati più “femminili”) e sulla segregazione verticale (gli ostacoli sistemici alla carriera e alla leadership).
- Pregiudizi sistemici: La diffidenza cronica, e spesso inconsapevole, verso le competenze femminili nei contesti squisitamente tecnici.
Più domande che risposte
L’evento non è stato strutturato per fornire una lista di soluzioni preconfezionate, ma per sollevare interrogativi fondamentali per il nostro modo di fare community. Abbiamo scelto di farci guidare da alcune domande chiave: Quali condizioni rendono davvero accessibile un ambiente equo? A quali condizioni una donna si sente “autorizzata” a entrare, restare e fare carriera? E chi ne è davvero responsabile?
Realtà come le nostre (PLUG, GOLEM e FLUG) promuovono da sempre il software libero, il recupero del materiale informatico e l’utilità sociale. Durante la serata, i racconti dei partecipanti hanno dato voce e concretezza a ciò che si legge freddamente nei report. Attraverso esempi vissuti quotidianamente nelle aule universitarie, nei corsi di informatica, negli ambienti di lavoro e all’interno dello stesso associazionismo, abbiamo toccato con mano l’urgenza di questi temi.
Oltre ad analizzare i dati a supporto, il cuore dell’incontro è stato il dialogo. Si è discusso di come i numeri raccontino molto più di una semplice percentuale: mostrano l’impatto reale delle nostre scelte quotidiane, delle nostre parole e dei nostri comportamenti. È emersa l’importanza di riconoscere quegli stereotipi che agiscono in modo sotterraneo e che finiscono per allontanare le ragazze e le donne dalle discipline tecniche.
Cosa possiamo fare di diverso da domani?
È questa la domanda finale, e forse la più importante, con cui si è chiuso il workshop. L’incontro ha rappresentato per tutti i presenti l’occasione di aprirsi a domande scomode, ma profondamente necessarie. Avere la volontà di fermarsi a interrogarsi, di ascoltare le esperienze altrui e di assumersi le proprie responsabilità è un segnale vitale.
Ringraziamo di cuore Chiara Pasquali e Alice Nencini per averci guidato. Ci siamo lasciati con la forte voglia di proseguire su questa strada: un piccolo, grande passo su cui continuare a costruire un ambiente tecnologico libero non solo nel codice, ma anche dalle discriminazioni.