Workshop su parità di genere e inclusione

Perché nel settore ICT le donne sono ancora così poche?

Il 28 Aprile si è tenuto un incontro organizzato dal PLUG (Prato Linux User Group), con la partecipazione del GOLEM (Gruppo Operativo Linux Empoli) e il FLUG (Firenze Linux User Group).

A guidare la serata sono state Chiara Pasquali - business coach e formatrice su parità di genere - e Alice Nencini - marketing consultant con focus su sostenibilità - , che hanno condotto un workshop partecipato e stimolante incentrato sulla parità di genere nel mondo dell’Information and Communication Technology (ICT).

TL;DR

Il workshop ha toccato concetti cruciali per comprendere le dinamiche di esclusione e privilegio nel nostro settore come:

Più domande che risposte

L’evento non è stato strutturato per fornire una lista di soluzioni preconfezionate, ma per sollevare interrogativi fondamentali per il nostro modo di fare community. Abbiamo scelto di farci guidare da alcune domande chiave: Quali condizioni rendono davvero accessibile un ambiente equo? A quali condizioni una donna si sente “autorizzata” a entrare, restare e fare carriera? E chi ne è davvero responsabile?

Realtà come le nostre (PLUG, GOLEM e FLUG) promuovono da sempre il software libero, il recupero del materiale informatico e l’utilità sociale. Durante la serata, i racconti dei partecipanti hanno dato voce e concretezza a ciò che si legge freddamente nei report. Attraverso esempi vissuti quotidianamente nelle aule universitarie, nei corsi di informatica, negli ambienti di lavoro e all’interno dello stesso associazionismo, abbiamo toccato con mano l’urgenza di questi temi.

Oltre ad analizzare i dati a supporto, il cuore dell’incontro è stato il dialogo. Si è discusso di come i numeri raccontino molto più di una semplice percentuale: mostrano l’impatto reale delle nostre scelte quotidiane, delle nostre parole e dei nostri comportamenti. È emersa l’importanza di riconoscere quegli stereotipi che agiscono in modo sotterraneo e che finiscono per allontanare le ragazze e le donne dalle discipline tecniche.

Cosa possiamo fare di diverso da domani?

È questa la domanda finale, e forse la più importante, con cui si è chiuso il workshop. L’incontro ha rappresentato per tutti i presenti l’occasione di aprirsi a domande scomode, ma profondamente necessarie. Avere la volontà di fermarsi a interrogarsi, di ascoltare le esperienze altrui e di assumersi le proprie responsabilità è un segnale vitale.

Ringraziamo di cuore Chiara Pasquali e Alice Nencini per averci guidato. Ci siamo lasciati con la forte voglia di proseguire su questa strada: un piccolo, grande passo su cui continuare a costruire un ambiente tecnologico libero non solo nel codice, ma anche dalle discriminazioni.